Le radici della Danza Orientale del Ventre
Le radici preistoriche delle danze orientali sono collegate all'esperienza del sacro dell'umanità, alla religione e alla vita spirituale. Hanno un significato profondo la cui essenza è: forza, fierezza, femminilità, gioia, vitalità, armonia, sinuosità nei movimenti. I movimenti del tronco e del bacino ci connettono con il nostro “centro”, situato nell’ombelico. I movimenti dell’otto che si disegnano con il proprio corpo toccano i centri energetici, riequilibrandoli.
Le Danze Orientali nascono nelle antiche civiltà del bacino mediterraneo... alcune donne consacravano la propria danza a divinità femminili custodi dei raccolti e garanti della fecondità, divenendo esse stesse strumenti della potenza divina ed incarnazione della prosperità sulla terra. Praticavano questo tipo di danza anche a sfondo magico-rituale e veniva usata per matrimoni o durante il parto.
La donna egiziana era il riflesso di questa dea misteriosa e affascinante e danzava in suo onore, durante i riti sacri, perché Iaset esprimesse tutto il suo potere, per concederle la fecondità, la femminilità e la bellezza.
Le donne del Medio Oriente e del Nord Africa hanno conservato tracce di questo rito nella vita quotidiana, dedicando alla propria femminilità elaborati procedimenti nella cura del corpo con unguenti, profumati di essenze, decorazioni con henné e vestiti di tessuti preziosi e gioiellii. Hanno concepito insignificante ogni qualità di bellezza solamente "esteriore" se non accompagnata da una "bellezza interiore”.
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ORIGINI DELLA DANZA DEL VENTRE
La danza araba incorpora diverse tecniche che provengono da diverse parti del medio oriente come: Egitto, Iran, Libia, Turchia, Arabia Saudita, Iraq, Marocco... Ogni stato ha sviluppato il suo proprio stile.
La Danza Khaleeji è la danza degli stati del golfo persico e dell’Arabia Saudita. Le danzatrici portano un ricco ricamato caffettano. La maggior parte dei movimenti sono centrati sulle spalle e sui capelli.
Baladi o danza folcloristica, si sviluppò in egitto dove le danzatrici indossavano abiti lunghi con spesso capelli coperti. La danza del bastone è basata sul Tahtib, una forma di autodifesa praticata nell’alto Egitto dove i ragazzi avrebbero dimostrato la loro virilità usando un Shouma, un lungo e pesante bastone.
La Danza Classica Orientale si è sviluppata nelle corti dell’Impero Ottomano. I movimenti sono raffinati e caratterizzati da movimenti fluidi e morbidi delle braccia. La musica include spesso un drum solo.
Il Cabaret Egiziano è il più associato con la “danza del ventre” ed è uno stile molto controllato e spesso include il balletto. Il controllo muscolare è messo in evidenza con movimenti piccoli ed interni.
Nell’Antico Egitto la danza orientale affonda le sue radici nelle funzioni religiose e focalizza in sé il simbolismo della fertilità legato alla figura femminile.
Il termine “Danza del Ventre” è stato attribuito dai primi osservatori occidentali che visitarono l’Oriente osservando le danze popolari che avevano come principale caratteristica i movimenti del bacino e soprattutto del ventre. Il nome arabo è invece “Raqs Sharqi”, “Danza Orientale”.
Nei “Testi delle Piramidi”, una raccolta di testi religioso-funerari dell’Egitto Antico inciso sulle pareti delle stanze sotterranee di alcune piramidi a Saqqara(V-VI Dinastia), accennano alla danza come una tra le forme di omaggio a Dei e morti Divinizzati.
Nel libro “Il Corpo Svelato” di Kassim Bayatly si ipotizza alle origini della danza, ai riti della fertilità in uso nell’antica Mesopotamia, praticati nel culto di Ishtar dea dell’amore e della fertilità.
Attraverso i secoli la Danza Egizia si evolve, allontanandosi dal rito propiziatorio originario, legato alle varie divinità quali Isis, Ishtar, Venere, Cerere, cambiando la sua funzione da scopo socio-religioso a forma di puro intrattenimento creando la figura della danzatrice professionista.
L’interesse occidentale per questa danza si venne a sviluppare intorno ai primi dell’800.
Il primo grande locale di musica tradizionale Egiziana “Casino Opera” fu realizzato al Cairo nel 1926, ad opera della “madre” della danza orientale,Badia Masabni, abile danzatrice di origine Libanese. Fu la prima ad elaborare la sequenza coreografica nella danza che fino ad allora si basava solo sulla libera improvvisazione delle danzatrici. Sul palcoscenico di questo locale, negli anni tra il ’30 ed il ’40 fecero la loro apparizione i grandi nomi della danza come Samia Gamal e Taheya Carioca.
Nel 1956 il grande maestro Mahmoud Reda fondò la prima Compagnia di Danza Egiziana e Folkloristica dell’Egitto. I più famosi rappresentanti contemporanei della Raqs Sharqi sono stati i suoi allievi.
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STILI DI DANZA ORIENTALE DEL VENTRE
BALADI
E’ nata al Cairo ed è una danza tipicamente metropolitana diffusa nei Cafè di Alessandria d’Egitto. E’ considerata la madre del Raks Sharki. Infatti prima dello svilupparsi dello Sharki le donne egiziane danzavano il baladi “del mio paese” tradotto dagli occidentali “popolare”. La ballerina esegue una danza di improvvisazione. Inizia con un takassim, tipica melodia melanconica araba per poi salire ed unirsi in ritmi crescenti con il tabla.
DANZA DEL VELO
La danza con il velo è un introduzione recente, nata agli inizi del XX sec con il nascere dei primi cabaret in Egitto dedicati allo spettacolo di danza orientale. Negli anni '40 la celebre ballerina russa Ivanova, per la prima volta mostrò a Samia Gamal ad usare il velo ed ad utilizzarlo nell'entrata di ogni danza. Ivanova prese l'idea di una danza con il velo dalle danze folcloristiche caucasiche, e con l'introduzione di esso nelle performance di Samia Gamal divenne presto famosissimo e lo strumento principale nel raks sharki.
DANZA DEI SETTE VELI
Si riferisce al passaggio biblico di Salomè, secondo il quale la giovane ragazza eseguì davanti Erode una danza molto sensuale, durante la quale si toglieva i sette veli di cui era composto il suo costume fino a rimanere quasi svestita. Inebriato e sedotto dalla danza Erode promise davanti a tutta la corte di esaudire qualsiasi desiderio la ragazze avesse chiesto. Non si può quindi riconoscere come uno stile particolare, ma si puo' prendere in considerazione come riferimento storico.
DANZA COL DOPPIO VELO
La danzatrice danza con due veli contemporaneamente.
DANZA DEL CANDELABRO
La danzatrice esegue una danza lenta e soffice tenendo in equilibrio un candelabro (Shamadan) in testa. Questa danza è riccorrente durante i matrimoni egiziani, infatti durante la "zaffa" (marcia nuziale) danzatrici con candelabri in testa guidano il corteo della sposa in segno di buon augurio per gli sposi. Questa danza e' stata introdotta agli inzi del XX sec.
DANZA DEL BASTONE
Tipica danza della regione Said, deriva un'arte marziale praticata dagli uomini, il "tahtib". Durante questa forma di gioco-intrattenimeto, gli uomini fanno a gara nel dimostrare la loro abilità nel manipolare un bastone (in genere una grossa canna di bambù), roteando con esso ed eseguendo delle mosse tipiche di attacco e difesa, il tutto seguendo il ritmo tipico "saidi". Durante il tahtib, gli uomini combattono anche fra di loro seguendo le rigide regole della disciplina, per mostrare la loro forza e la loro abilità, simbolo dell'orgoglio maschile. Le donne praticano la danza del bastone ma in una forma allegra e più femminile, che imita i gesti degli uomini.
DANZA ALESSANDRINA CON IL MELAYA
Rievoca le tipiche movenze ammiccanti delle donne di Alessandria d'Egitto, considerate le più belle e attraenti di tutto il paese. Alessandria d'Egitto, cittadina di mare è sempre stata considerata la città dell'arte ma soprattutto dell'allegria, grazie al temperamento gioviale della sua gente. Le donne usavano coprirsi con un telo scuro detto "melaya" e pesante che fungeva da mantello, con esso giravano per le vie sventolando questo telo per attirare l'attenzione degli uomini e da lì nasce questa danza piena di energia. La danzatrice si avvolge il melaya intorno al corpo, inizia a danzare coperta per suscitare curiosità e poi man mano si scopre, giocando di continuo con il melata. La danza è nata come forma di corteggiamento dell'uomo che cerca di attirare a sè la donna, e della donna che fa la preziosa davanti le avance dell'uomo!
DABKA
Il termine "dabka" allude al significato di "battere i piedi a terra" per scandire il ritmo della musica. Questa danza folcloristica la ritroviamo come forma comune di espressione danzante nei paesi: Palestina, Libano, Siria, Giordania, Iraq.
La danza rappresenta l'amore per la terra e per la patria, ma soprattutto esprime la gioia dei festeggiamenti delle occasioni felici, come un matrimonio, una nascita o una raccolta, attraverso lo stare insieme e ballare.
La dabka è l'esempio ancora esistente al giorno d'oggi, del valore ancestrale dello stare insieme, del valore dell'amicizia e della famiglia.
Le canzoni della dabka iniziano solitamente con una "mawwal", un canto poetico di genere malinconico. Dopo inizia ad incalzare il ritmo tipico della dabka, che da' inizio alle danze.
E' nata come danza maschile, le donne che partecipavano alla festa con il battito di mani e gli applausi, sono state inserite successivamente. La dabka è simbolo anche di conquista e della forza maschile, che dimostra le sue capacità, attraverso l'abilità di saltare, di battere i piedi con vigore e di eseguire a tempo delle mini-acrobazie.
Il ballo si svolge in semicerchio, al cui inizio si posiziona un capo, solitamente il più abile del gruppo; alla sua sinistra seguono gli altri ballerini che si tengono mano nella mano, che seguono a ritmo di musica i passi, i movimenti e le sequenze comandate dal capo gruppo.
DANZE GHAWAZEE
La danza delle nomadi egiziane, eseguita normalmente su ritmo saidi. Le danze zingare portavano allegria e buonumore nelle città. Si distingue dal raks shark, per i movimenti abbondanti di fianchi e petto, per i frequenti colpetti a terra con i piedi e per gli indumenti molto simili a quelli delle gitane andaluse. La danza ghawazee viene spesso accompagnata dai cimbali o dal bastone.
ZAR
Danza di origine pagana, deriva dal rito propiziatorio che secondo la credenza esorcizza gli spiriti maligni.
Consiste nel seguire un ritmo che da lentissimo, aumenta sempre più di velocità e intensità, con movimenti convulsi di testa, braccia e busto. La parte più culminante avviene quando la danzatrice rotea velocemente testa e capelli, al ritmo incalzante, fino a cadere a terra semincosciente.
CABARET AMERICANO
La Danza del Ventre Americana si divide in due diversi stili: Cabaret e Tribale. Lo stile Cabaret è il più brillante e coreografico dei due stili. Lo stile egiziano è stato personalizzato dagli americani facendone un loro stile. Molte danzatrici americane hanno aggiunto altre influenze come il jazz, balletto e stile Spagnolo e lo hanno nominato Danza del Ventre Stile Americano.
DANZA CON CIMBALI
E’ interessante capire il significato del ventre, il centro della creatività. Tutto parte da lì: la vita, la nascita.
La simbologia del ventre si lega agli aspetti essenziali della vita, la sessualità , la fertilità e la sacralità. La danza del ventre veniva eseguita nell’ambito delle cerimonie religiose per propiziarsi un buon raccolto della terra ed una prole numerosa. In Medio Oriente ancora oggi gli sposi appoggiano le mani sul ventre della danzatrice come augurio di fecondità. Anche l’atto sessuale e il parto furono rappresentati con i movimenti del bacino, che vengono infatti utilizzati anche nella preparazione al parto. Era infatti praticata dalle partorienti per rendere meno doloroso il parto.
La gravidanza è infatti un periodo in cui la donna esprime al massimo la propria femminilità e nel quale acquisisce una nuova consapevolezza di sé.
I movimenti sinuosi e fluidi della danza orientale nascono dal ventre, dall’ombelico che è il nostro centro vitale. L’ombelico è la connessione tra cielo e terra, centro dell’energia vitale, della creatività, della sessualità e della nascita.
I BENEFICI PSICOFISICI DELLA DANZA DEL VENTRE
A livello fisico si verifica un miglioramento della circolazione sanguigna, del transito intestinale, dei dolori mestruali e di quelli della colonna vertebrale, sia a livello lombare che cervicale, mentre a livello psicologico c’è il rilascio delle tensioni, di una maggiore consapevolezza corporea, di diminuizione dello stress, di un senso di rinascita, di riscoperta della femminilità, di libertà, di armonia, di leggerezza, di benessere, di gioia e di vitalità.
Si riscopre una corretta respirazione, che facilita il fluire dell’energia, lo sblocco delle tensioni nel corpo, massaggiando e stimolando la funzionalità degli organi.
I benefici sono anche nella postura dove le gambe rimangono leggermente flesse e le ginocchia che non rimangono mai bloccate permettono i movimenti del bacino e maggiore libertà e stabilità ai piedi.
LA MUSICA ORIENTALE DEL VENTRE
Il “cuore della musica orientale” ha ritmi rilassanti, armonici ma, allo stesso tempo, che danno allegria e risvegliano l’energia vitale. Ascoltare e ballare con la musica orientale da emozioni di serenità, gioia, amore, sicurezza ed intimità con se stessi. Il rilassamento è facilitato anche dall’armonia dei suoni del flauto, strumenti a corda ed a percussioni. Queste melodie e combinazioni sonore inarticolate e ripetitive stimolano la creatività dell’inconscio attraverso l’attivazione di diverse aree dell’emisfero cerebrale destro.
La musica orientale facilita a far uscire la propria creatività che ritrova uno spazio nella danza per potersi esprimere.